Le nuove acquisizioni della Galleria dell’Accademia tra donazioni, assegnazioni ed opere confiscate

Le nuove acquisizioni della Galleria dell’Accademia di Firenze si presentano al pubblico, nella mostra in programma dal 22 gennaio al 5 maggio 2019. Ogni opera presente porta con se una sua storia, tra acquisizioni provenienti dalla Biennale dell’antiquariato di Firenze, donazioni, confische ad opera del Nucleo Patrimonio dei Carabinieri e assegnazioni dai depositi della Certosa di Firenze. Un’esposizione come ha tenuto a precisare la direttrice Cecilie Hollberg ” che sarà visitabile grazie al semplice biglietto d’ingresso in Galleria“, abolendo di fatto dall’inizio dell’anno il sovrapprezzo legato alle mostre temporanee, “seguendo così lo spirito e il compito educativo del Museo, permettendo ai visitatori di vedere tutto ciò che c’è a disposizione“. I capolavori a fondo oro confluiti nella collezione permanente del Museo sono accompagnati dal prezioso busto in marmo del drammaturgo Giovan Battista Niccolini, eseguito dall’artista Lorenzo Bartolini. La scultura, esposta durante l’ultima edizione 2017 della Biennale Internazionale dell’Antiquariato di Firenze, è stata acquistata dall’Associazione degli Amici della Galleria dell’Accademia di Firenze, per poi diventare oggetto di donazione, risultando come primo generoso conferimento ad opera dell’Associazione dopo la sua fondazione. Il busto in marmo, dopo l’esposizione, andrà a ricongiungersi al suo modello in gesso già presente nella collezione della Galleria.
Tra le opere pregiate che troviamo esposte, si distinguono dalle altre per lo splendore della loro lavorazione, le due semilunette raffiguranti a sinistra l’ “Angelo annunciante” e a destra la “Vergine annunciata“, identificate come elementi componenti un laterale di una pala d’altare di Mariotto di Nardo. I due frammenti, rintracciati presso un antiquario fiorentino e acquistati dalla Galleria dell’Accademia per la cifra di 170.000 euro, risultano essere le parti cuspidali dei pannelli già in possesso del Museo, ottenuti grazie all’investimento della somma di 300.000 euro proveniente dai fondi ordinari della Galleria, completando di fatto il recupero di un’importante opera del Tardo Gotico italiano. Cuore dell’esposizione, curata nell’allestimento dalla Dottoressa Carlotta Matta, sono le quattro opere provenienti della Certosa di Firenze, assegnate direttamente dalla Soprintendenza nel 2016, a fronte dello scioglimento del deposito in cui erano custodite. Un’assegnazione che ha permesso di incrementare la collezione dei fondi oro della Galleria dell’Accademia, grazie anche all’ingresso di nuovi artisti non ancora presenti nel museo. Le quattro opere qui esposte sono la “S.S. Trinità” del Maestro del 1419, la “Madonna col bambino in trono fra angeli” del Maestro del 1416, una “Madonna col Bambino e Santi” di Bicci di Lorenzo e l’ “Incoronazione della Vergine e angeli” di Mariotto di Nardo, che grazie al recente restauro si mostra al pubblico sotto una nuova veste, alleggerita nella struttura in seguito alla rimozione di parte della vecchia cornice lignea, ed impreziosita da una nuova luce che dona all’opera leggibilità e trasparenza, mettendo in risalto figure e dettagli come gli strumenti musicali rappresentati con gli angeli in adorazione.
Insieme alle altre opere che completano l’esposizione, come le due tavole del tardo Trecento e del Tardogotico, recuperate dal Reparto operativo del Comando dei Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Roma, illegalmente esportate all’estero per poi essere vendute a Londra, confiscate dallo Stato Italiano e ora parte della collezione del Museo, sotto la voce “nuove acquisizioni” troviamo anche l’arricchimento del personale della Galleria dell’Accademia nella figura di due nuovi funzionari, l’architetto Carlotta Matta, curatrice dell’esposizione e la restauratrice Eleonora Pucci, entrata in servizio il 28 dicembre 2018, poco prima del blocco delle assunzioni 2019 nella Pubblica Amministrazione.

Testo e fotografie a cura di Simone Teschioni
©LeVentoNews.com

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