Affidate alla Galleria dell’Accademia di Firenze, le due opere recuperate all’estero dai Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale

Recuperate dal Reparto Operativo del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, le due tavole a fondo oro appartenenti ad una collezione privata fiorentina esportate in modo illecito all’estero nel 2003. Grazie ad accurate indagini avviate nel 2006, affiancate dalla collaborazione con l’Autorità Giudiziaria Svizzera, le opere sono state entrambe ritrovate all’interno di un caveau privato nella città di Chiasso, piccolo comune del Canton Ticino nel distretto di Mendrisio. Nel primo grado del procedimento penale a carico dei 5 imputati all’epoca dei fatti, veniva contestata l’alienazione delle due opere da parte della famiglia fiorentina, per la cifra di 100.000 euro l’una, verso la figura di un mercante d’arte del Nord Italia, con il chiaro intento di quest’ultimo, una volta in possesso delle tavole, di portare le stesse all’estero per rivenderle attraverso canali secondari e illegali ad un antiquario londinese. I soggetti accusati di reato di “Esportazione illecita“, a fronte della prescrizione sopraggiunta non hanno subito condanne penali, ma è stato grazie alla sentenza emessa in secondo grado di giudizio, che nel 2017 attraverso un’adeguata interpretazione dell’articolo 174 del Codice dei Beni Culturali è stata trovata la ratio per operare il sequestro delle opere e il loro seguente rimpatrio in territorio nazionale. L’operazione si è infine conclusa nel 2018 con l’annessione delle due tavole al Patrimonio dello Stato.

La prima delle due tavole datata tra la fine del Trecento e l’inizio del Quattrocento, indicativamente intorno al 1385 è attribuibile a Niccolò di Pietro Gerini e raffigura i Santi Girolamo e Giuliano su sfondo oro. L’opera seppur dotata di cornice moderna, risulta essere in origine parte di un trittico, nella cui parte sinistra erano raffigurati Sant’Eligio e San Giovanni Battista. La seconda, recuperata dal Reparto operativo TPC del Comando dei Carabinieri è invece identificabile nel lavoro del Maestro della Cappella Bracciolini ed ha come soggetto la “Madonna dell’Umiltà celeste” adagiata su di un cuscino rosso, con ai piedi in adorazione una martire e un vescovo, insieme a San Pietro e San Giovanni Evangelista. Dopo la conferenza in cui è stata illustrata l’operazione di esproprio e di recupero, le due tavole sono state ufficialmente affidate alla Galleria dell’Accademia di Firenze, arricchendo così la collezione di dipinti antichi del Trecento e del Tardogotico, considerata una delle più importanti al mondo. Entrambe le opere saranno infine visibili al pubblico a partire dal 14 gennaio 2019 nella mostra dedicata alle nuove acquisizioni 2016/2018.

Testo e immagini a cura di Simone Teschioni
©LeVentoNews.com

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