Restaurata la pala del Vasari per l’altare Buonarroti, con sorprendenti particolari che riaffiorano dall’opera

Commissionata a Giorgio Vasari nel 1527 da Cosimo I, la pala d’altare della famiglia Buonarroti raffigurante “L’ Andata al Calvario di Cristo e l’incontro con Veronica” si trova all’interno della Basilica di Santa Croce a fianco del monumento funebre a Michelangelo, voluto dal nipote Lionardo e costruito insieme all’altare tra il 1564 e il 1578. L’opera eseguita ad olio su tavola composta da assi di pioppo è stata oggetto di recente restauro da parte della dottoressa Maria Teresa Castellano e del suo gruppo di esperte restauratrici, grazie alla campagna di fundraising “In the name of Michelangelo” avviata nel settembre 2017 dall’Opera di Santa Croce, che ha visto nella figura di Paola Vojnovic la sua principale promotrice e responsabile.
Il restauro durato circa un anno ha permesso di dare nuova luce al dipinto, grazie alla rimozione della precedente vernice protettiva, applicata a fronte dell’intervento reso necessario per arginare i danni provocati dall’alluvione del 1966, facendo emergere tutta una serie di dettagli nascosti, che altro non sono che citazioni ed omaggi del Vasari all’arte di Michelangelo, come il ritratto dell’amico e maestro nel volto di Nicodemo. Un dettaglio sorprendente che ritrae il Buonarroti rivolto in direzione della sua tomba, con davanti un altro illustre personaggio, il pittore Rosso Fiorentino, omaggiato anch’egli dall’arista e biografo aretino nei panni di Giuseppe d’Arimatea. Naturalmente le età anagrafiche degli artisti non corrispondono ad un preciso periodo storico, essendo i volti di entrambi i pittori personificazioni di altri personaggi ispirati al calvario del Cristo.

Tutti i prodotti utilizzati nella fase di pulitura del restauro e in quella delle integrazioni pittoriche, che hanno consentito di colmare l’inevitabile sbiadirsi dei colori causato dall’usura e dal passare del tempo, sono completamente reversibili, come specificato dalla dottoressa Castellano nell’uso delle miscele adoperate per le varie aree oggetto di intervento. Come ulteriore omaggio a Michelangelo troviamo infine nel dipinto, nella figura ritratta alla base del gruppo di donne alla sinistra di Cristo, verso cui lo stesso si volta seppur limitato dall’agire del soldato romano con l’armatura azzurra, un chiaro riferimento alla Sibilla Libica della Cappella Sistina, nello slancio delle braccia e nel dettaglio della veste leggermente aperta sul fianco  .
Un restauro che ha visto nel complesso la mobilitazione di oltre centoventi donatori di ben tredici Paesi diversi, reso possibile grazie al coordinamento dell’Opera di Santa Croce, valorizzando così ulteriormente il dipinto attraverso questo importante lavoro di recupero.

Testo e servizio video a cura di Simone Teschioni
©LeVentoNews.com

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