“Flora Commedia: Cai Guo-Qiang agli Uffizi”

Dopo l’emozionante spettacolo pirotecnico che ha incantato la città di Firenze, intitolato “City of Flowers in the Sky“, l’arte di Cai Guo-Qiang arriva alle Gallerie degli Uffizi con la mostra “Flora Commedia” ispirata all’età rinascimentale e alla “Primavera” del Botticelli, in programma fino al 17 febbraio 2019. Il percorso è suddiviso in dieci gallerie comunicanti, rinominate e reinterpretate nell’allestimento dall’artista come dieci giardini, ognuno dei quali accompagna il visitatore in un viaggio attraverso l’arte occidentale, che dopo il Museo Pushkin di Mosca e il Prado di Madrid, passa da Firenze per poi spostarsi ulteriormente nel 2019 al Museo Archeologico di Napoli. Le opere esposte sono ben sessantadue di cui una, appartenente alla serie degli autoritratti, verrà donata da Cai Guo-Qiang alla collezione delle Gallerie degli Uffizi a conclusione dell’esposizione.

I lavori esposti, studiati ad hoc per la mostra, evidenziano come l’artista visitando in precedenza gli Uffizi e il Giardino di Boboli, sia particolarmente rimasto influenzato dall’arte dei grandi maestri del Rinascimento, e si sia così lasciato ispirare nei suoi disegni elaborati con la polvere da sparo, non solo dallo stile e dalle figure del Botticelli, ma anche dalla precisione e dalla cura dei dettagli di Leonardo da Vinci e dal carattere ribelle del Caravaggio, che emerge nelle tele qui custodite. Tecniche innovative e tradizionali si sono alternate nella produzione dei capolavori, suddivisi rispettivamente nel “Giardino del Rinascimento“, “Giardino Bianco“, “Giardino Nero“, “Giardino del Cosmo” e “Giardino Erotico” e nelle due sale in cui troviamo esposti gli autoritratti e il disegno preparatorio (24 x 4 m) dei fuochi eseguiti a Firenze domenica 18 novembre dal Piazzale Michelangelo, anticipando così l’inaugurazione dell’esposizione. Il fiore, elemento maggiormente rappresentato in mostra, viene letto dall’artista come un elemento puro che consente di sperimentare senza freni e nel miglior modo possibile le vari esplosioni di colori, da quelle più ricche a quelle più cupe, traducendo in arte non solo la sua ispirazione per la varietà offerta dal ciclo “primaverile”, ma descrivendo nei vari “giardini” l’intero ciclo di vita della natura.
Nella sua fase di creazione Cai Guo-Qiang disegna le forme che daranno vita all’opera grazie all’uso di stencil, dopo aver sistemato la polvere da sparo sulla tela o su altri supporti scelti in precedenza, come ad esempio la carta cinese, più resistente di quella tradizionale. La combustione avviene infine attraverso l’utilizzo di piccoli bastoncini d’incenso che consentono una migliore gestione degli inneschi, senza il rischio di  eccessiva dispersione delle polveri, fermate al supporto scelto con cartoni e sassi. Questa volontà di controllo, che guida la mano dell’artista cinese, tende poi ad interrompersi come spiegato dalla co-curatrice della mostra Laura Donati, laddove l’opera stessa consenta di esprime non solo la sua interiorità, ma anche le trasformazioni della natura e le forze cosmiche, lasciandole così libere di muoversi nelle accensioni senza nessun vincolo, seguendo un andamento indeterminato tra natura e controllo.

Testo e immagini a cura di Simone Teschioni
©LeVentoNews.com

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