Quattro mostre in programma al Museo Novecento di Firenze tra Piero Manzoni e nuovi progetti espositivi

Presentata la programmazione autunnale del Museo Novecento di Firenze con ben quattro nuovi progetti espositivi. Insieme alla mostra personale su Piero Manzoni, seconda mostra del ciclo espositivo “Solo“, nata in collaborazione con la Fondazione Piero Manzoni, troviamo all’interno del museo il progetto di riqualificazione di Via Palazzuolo, intitolato “The Wall. Altri Spazi” dell’artista e docente Robert Pennetta, realizzato insieme ai giovani dell’Accademia di Belle Arti di Firenze, affiancato dal terzo appuntamento de “Il Tavolo dell’architetto“, dedicato a Benedetta Tagliabue. Completa il nuovo allestimento la rassegna video “Silence and rituals” ideata da Beatrice Bulgari per il ciclo “In Between Art Film“.

Dopo l’elevato numero di visite registrate nel periodo estivo, il Museo Novecento di Firenze, guidato nella direzione artistica da Sergio Risaliti, si appresta ad accogliere questo nuova e importante serie di mostre a partire da martedì 18 settembre, consolidando l’alternanza dei progetti temporanei e potenziando così di fatto la programmazione espositiva del museo.

Continuiamo a perfezionare la nostra filosofia, il nostro progetto, non solo dinamico e vivace, ma multitasking. Lavoriamo in contemporanea su più progetti, occupando tutti gli spazi del Museo, che è come un corpo vivo in tutte le sue parti. Il pubblico fiorentino e i turisti grazie a queste quattro nuove mostre, potranno così arricchire la loro esperienza, accompagnando la visita alle collezioni permanenti e alla mostra dedicata agli artisti che hanno collaborato con il Maggio Musicale Fiorentino“, ha dichiarato Sergio Risaliti.

L’esposizione dedicata a Piero Manzoni, artista che con la sua arte concettuale, biologica, ma soprattutto fisiologica, ha operato uno strappo netto nel modo di intendere l’arte e le opere stesse, si presenta come il primo progetto monografico realizzato a Firenze sull’artista, curato per l’occasione da Gaspare Luigi Marcone. Le opere presenti all’interno del secondo appuntamento del ciclo espositivo “Solo“, che segue la mostra dedicata ad Emilio Vedova, sono riconducibili alla produzione artistica di Manzoni datata tra il 1959 e il 1962. La prima stanza dell’esposizione vede posizionata al centro della sala il celebre “Corpo d’aria” montato sull’apposito treppiede, che Manzoni era solito fornire nelle scatole delle 45 copie che ne furono realizzate. Insieme alla custodia e agli elementi che compongono il “Corpo d’aria“, troviamo anche esposto un esemplare di “Uovo scultura” conservato all’interno di una piccola scatola in legno, firmato e numerato dall’artista. A fianco di entrambe è presente anche il famoso “Fiato d’artista“, o quel che rimane del piccolo palloncino appoggiato su una base in legno, accompagnato da propria certificazione autentica, proveniente dalla Fondazione Piero Manzoni. Il ciclo biologico e fisiologico di Manzoni si completa infine con la realizzazione della “Merda d’artista” del 1961, che sigillata in 90 scatolette, di cui in mostra troviamo ben due esemplari, su volontà del giovane artista venne inizialmente venduta al prezzo corrente dell’oro in grammo. L’ultima sala dedicata al controverso e rivoluzionario genio dell’arte moderna, morto d’infarto a soli ventinove anni, il 6 febbraio del 1963, richiama a lavori come le “Carte di autenticità” con cui Manzoni diede inizio dal gennaio del 1961 alla serie delle “Sculture viventi“, firmando le persone come vere opere d’arte e rilasciando ad ognuna un proprio certificato di autenticità.

Testo, video e fotografie a cura di Simone Teschioni
©LeVentoNews.com

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