“Frida Kahlo.Oltre il mito” in mostra al MUDEC di Milano

Dal 1 febbraio al 3 giugno 2018 al Museo MUDEC di Milano sarà possibile vistare la mostra intitolata “Frida Kahlo.Oltre il mito”, un’esposizione unica nel suo genere, con ben 318 opere alcune delle quali presenti per la prima volta in Europa e in Italia, che permettono attraverso un percorso tematico composto di quattro sezioni, “la donna”, “la terra”, “la politica” e “il dolore”, di approfondire lo sguardo e lo studio sull’intera vita della pittrice messicana, come artista, come donna e come icona del suo tempo. La mostra curata da Diego Sileo permette allo spettatore di confrontarsi con tutta una serie di opere e documenti inediti, emersi alla luce nel 2007 grazie al ritrovamento dell’archivio di Casa Azul di Città del Messico, luogo dove Frida Kahlo ha vissuto insieme a Diego Rivera e dove è morta il 13 luglio del 1954. La collezione di lettere e documenti esposti vanta importanti prestiti, come i materiali provenienti dall’archivio Alejandro Gomez Arias, dall’archivio Miguel N.Lira e dall’archivio Isolda Kahlo.

Una mostra che è come un racconto. Il racconto di una donna, molto intimo, che parla della sua arte, del suo dolore, ma anche della sua immensa passione per la sua terra e i suoi costumi” così interviene in conferenza stampa Simona Sereni, responsabile del MUDEC, tracciando una prima panoramica sull’esposizione ed elogiando in seguito la collaborazione nello sviluppo della mostra con il gruppo “24 ORE Cultura”.

Filippo del Corno, assessore alla Cultura del Comune di Milano sostenendo come sempre in queste occasioni, la sinergia tra settore pubblico e privato, stia portando a risultati sorprendenti in campo culturale, circa l’esposizione si dice soddisfatto per il grande impegno messo in campo da tutte le istituzioni chiamate in causa: “Una mostra motivo di orgoglio per il comune di Milano. Un focus specifico sulla cultura messicana che permette di capire al meglio l’ambiente in cui Frida Kahlo ha sviluppato la sua arte. Pregio del Mudec è da sempre la sua missione, che attraverso l’esposizione permanente e le altre in programma, riesce a mettere costantemente in discussione il corpo delle proprie collezioni, attraendo così un pubblico sempre più vario e vasto”.

Concetti affermati anche da Franco Moscetti, Presidente del gruppo “24 ORE Cultura” e AD de “Il Sole 24 Ore”, che avallando i precedenti interventi paragona la mostra ad una vera e propria festa in onore della pittrice messicana.

 

L’esposizione promossa dal Comune di Milano e dal gruppo “24 ORE Cultura” si apre con un quadro inedito, esposto per la prima in Europa, un disegno eseguito da Frida Kahlo intitolato “Las aparencias enganan”, ovvero, “Le apparenze ingannano” in cui la pittrice si ritrae vestita di un abito trasparente che lascia intravedere il suo corpo vissuto, segnato dalle disgrazie che l’hanno accompagnata nel corso della sua vita e messo in mostra come fosse un manifesto politico. È questa la forza evocatrice che traspare dalle opere di Frida presenti nelle prime sale, l’erigersi ad icona del suo tempo, grazie non solo alla sua arte ma al suo profuso impegno civile e alla voglia di raccontare sé stessa non solo come pittrice, ma soprattutto come donna. La seconda sezione della mostra intitolata “la terra”, mette al centro del percorso espositivo il rapporto di Frida con gli elementi della natura. Il quadro intitolato “L’amoroso abbraccio dell’Universo, la Terra, Diego, io e il Signor Xòlotl” eseguito nel 1949 è l’esempio più chiaro di come la pittrice messicana voglia nella sua arte rappresentare quel legame quasi viscerale con la Madre Terra, un sentimento mistico e allo stesso tempo reale, corporeo, un percorso che ci vede coinvolti dalla nascita fino alla morte.
La terza sezione intitolata “la politica”, presenta tutta una serie di opere dove l’artista si ritrae il più delle volte come confine tra il bene e l’ingiustizia, rappresentando così nei suoi quadri il suo presente storico, la sua identità etnica, le sue battaglie di classe. Emblematica è l’opera intitolata “Autoritratto al confine tra Messico e Usa” dove da un lato troviamo le macerie della cultura messicana, simbolo di storia e cultura, accompagnate da piante rigogliose, fertili, che affondano le loro radici nel terreno, sinonimo di uno spirito in profonda armonia e sintonia con la natura; dall’altro lato del confine invece, Frida rappresenta gli Stati Uniti come una grande fabbrica, dai cui comignoli esce del fumo denso che fa da sfondo a grattacieli che coprono il sole e la luna, presenti invece sul lato che ritrae il Messico. Al posto delle piante, nel dipinto in basso a destra, troviamo poi tutta una serie di macchinari che invece delle radici, affondano i propri fili elettrici nella terra, non lasciando così spazio alla natura e ai suoi colori.
L’ultima sezione della mostra, “il dolore” rappresenta infine attraverso l’esposizione di opere come “La culumna rota” e “Henry Ford Ospital”, le enormi sofferenze che l’artista si è trovata ad affrontare nel corso della sua vita. Immagini spesso definite crude, macabre, ma che viste attraverso gli occhi di Frida, sono in grado di creare un linguaggio che seppur dominato di inquietudine e malessere è capace di esprimere attraverso immagini di dolore, una profonda forza interiore.
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Titolo: Autoritratto con scimmia
Anno: 1938 Tecnica: olio su masonite Dim: cm 40.64 x 30.48 cm
Prestatore: Collection Albright-Knox Art Gallery; Bequest of A.Conger Goodyear,1966 (1966:9.10)
Crediti: © Photo Tom Loonan
©Banco de México Diego Rivera Frida Kahlo Museums Trust, Mexico, D.F. by SIAE 2018

Testo articolo e foto conferenza a cura di ©Simone Teschioni

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