“Il mondo fuggevole di Toulouse-Lautrec” – Milano, Palazzo Reale

A un mese dall’inaugurazione della mostra “Il mondo fuggevole di Toulouse-Lautrec”, in programma fino al 18 febbraio 2018 presso le sale espositive del Palazzo Reale di Milano, possiamo tracciare un bilancio decisamente positivo, in relazione al numero di visitatori che hanno avuto modo di apprezzare i capolavori del pittore “maledetto”, esposti in questa grande monografica che mette in luce l’intero percorso artistico di Henri de Toulouse-Lautrec.
Dipinti, litografie, acqueforti e la serie completa di tutti i 22 manifesti, le famose “affiche”, per un totale di oltre 250 opere esposte, che tracciano un percorso in grado di comprendere a pieno l’evoluzione del pittore bohèmien, innato provocatore, ma anche attento osservatore di un mondo estremamente popolare, fatto di sobborghi, locali, sale da ballo e cabaret, un mondo per certi versi opposto a quell’ambiente aristocratico da cui Lautrec proveniva. La mostra, curata da Claudia Beltramo Ceppi Zevi e da Danièle Devynck, direttrice del Museo Toulouse-Lautrec di Albi, vanta una serie di prestiti prestigiosi, provenienti dalla National Gallery of Art di Washington, dal Museum of Fine Arts di Huston, dalla Bibliotheque Nationale de France di Parigi, dal  Musèe Toulouse-Lautrec di Albi, e da numerose collezioni private,  per un percorso espositivo unico, data la ricchezza delle opere esposte.

Le prime sale offrono un’introduzione e un focus sull’artista molto dettagliato, mostrando come Lautrec, anche attraverso l’uso della fotografia, abbia voluto creare di sé, un vero e proprio personaggio, segnando di fatto una rottura dall’ambiente aristocratico da cui proveniva. Dalle fotografie ai ritratti, capolavori unici, sublimi, che mostrano sempre con un tocco di romanticismo, come la pittura riesca ad esprimere tutta la genialità e la sensibilità di questo pittore: esempio pratico è infatti il quadro esposto nella quarta sala della mostra, che immortala una giovane donna dai capelli rossi in viaggio su di una nave, ritratta di schiena mentre guarda l’orizzonte. Donna di cui si narra che Lautrec si fosse innamorato durante la permanenza a bordo, al punto da non voler più scendere di nave, ma seguirla e arrivare a destinazione con lei.
Dai dipinti passiamo poi alla serie delle litografie che ritraggono i pittoreschi personaggi di Montmartre e del Mulin Rouge. Un’esposizione studiata nei minimi dettagli che proietta lo spettatore fin dentro i locali dove Lautrec era solito immortalare con i suoi disegni, nobil uomini che si intrattenevano con ballerine e prostitute al ritmo di Can Can e calici di Champagne. Disegni e litografie di rara bellezza, che trasmettono a pieno la spensieratezza, l’emozione e la trasgressione di un divertimento proibito, giudicato amorale, ma ampiamente diffuso tra poeti, scrittori, attori e artisti del tempo, creando così attraverso lo stile grafico delle “affiches”, un eterno manifesto dell’arte e del pensiero boèhmien.
Dalla mondanità dei teatri, dei cabaret, passiamo infine a quello che è l’ambiente delle “maison close”, le case chiuse di Parigi, fonte indiscussa di ispirazione per Henri de Toulouse-Lautrec, che grazie all’amicizia delle prostitute è riuscito, nella serie “Elles”, a ritrarre la vita intima e nascosta delle ragazze che abitavano questi luoghi e che qui svolgevano il loro “pittoresco” mestiere. Le pose delle donne ritratte sono pose naturali, gesti semplici di vita quotidiana, che riflettono femminilità e seduzione, allontanando ogni forma di vergogna e falsa modestia.

La mostra Il mondo fuggevole di Toulouse-Lautrec promossa e prodotta dal Comune di Milano-Cultura, da Palazzo Reale, da Giunti Arte e Mostre e da Electa, in collaborazione con il Musèe Toulouse-Lautrec di Albi e il patrocinio dell’Ambasciata di Francia in Italia, è visitabile il lunedì dalle 14:30 alle 19:30; il martedì, mercoledì, venerdì e domenica dalle ore 9:30 alle 19:30; il giovedì e il sabato dalle ore 9:30 alle 22:30. Il costo del biglietto varia in base alle riduzioni previste dai 14 ai 6 euro.

Testo e fotografie a cura di ©Simone Teschioni

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