Letizia Battaglia – La Bellezza Nonostante Tutto

“La bellezza nonostante tutto, difficile iniziar da qui” così Letizia Battaglia si presenta al pubblico in occasione della conferenza tenutasi a Siena il 2 novembre alle ore 17:00 presso Palazzo Patrizi. Fin dalle prime battute ci tiene a far capire, parafrasando il titolo dell’incontro, quella che è stata e tutt’ora è la sua visione sul mondo, la sua vita e quindi la fotografia, cercando di spiegare ai presenti che in ogni luogo, in ogni scatto esiste sempre la bellezza e quando non c’è, quando non appare così immediata, va ricercata fino in fondo, per rifugiarsi in una bellezza interiore e sentirsi così in relazione a ciò che ci circonda.

Letizia Battaglia nata a Palermo il 5 marzo del 1935, ha vissuto e lavorato come reporter negli anni di Falcone e Borsellino, anni di terrore per la Sicilia con la Mafia che colpiva senza tregua, facendosi trovare lì, sempre pronta a fotografare, per rendere giustizia, per cercare sempre con ogni fotografia una rinascita della sua Palermo, città tanto amata ma al tempo stesso anche odiata proprio per la sua situazione politica. Parlando del suo archivio fotografico, arriva a definirlo a tratti orribile, pieno di errori, ma comunque pieno di vita, quella stessa vita che giorno per giorno ha registrato, proprio come il buon vino, che migliorando nel tempo, acquista importanza. Ogni lavoro porta con sé una storia, tante storie, estratti di vita.

Continuando poi nella conferenza, spiega al pubblico che nelle sue mostre fotografiche, si possono trovare foto di ogni tipo, da quelle belle a quelle meno potenti, da quelle aggressive a quelle meno aggressive, proprio per ricercare quella “bellezza” di fondo, nonostante tutto.

Si sente molto vicina alle donne fotografe, credendo che la donna abbia una sensibilità in più rispetto agli uomini, equiparando la fotografia al venir fuori nel proprio lavoro del senso materno, occupandosi così nei vari lavori, maggiormente dei problemi legati alle persone. Alla domanda “Essere donna è stato un problema?” risponde in maniera molto convincente “A volte io sono stata un problema”. Nonostante la sua caparbietà e il suo forte carattere non nega di aver incontrato molte difficoltà nel suo percorso, ma l’importante, come successivamente affermato è stato avercela sempre fatta. Senza aver avuto mai troppe certezze, come da lei riportato, metà foto riuscivano nell’intento di descrivere storie, altre invece no, ma nonostante questo il continuare a fotografare, senza arrendersi, le ha permesso di arrivare a descrivere con la sua arte, il suo tempo, la sua città, la sua vita.

“La Fotografia non è fotografare cose belle ma è fotografare con serietà. Dietro la macchina c’è una persona e tra la persona, lo strumento e la fotografia, ci deve essere un rapporto unico. Si può fotografare anche con una matita l’importante è il risultato, non la macchina che abbiamo con noi”.

Letizia Battaglia si è sempre professata una fotografa interessata alla composizione. La buona composizione è sempre stata per lei la chiave di tutto, perché da questa seppur caotica, è possibile trarre una narrazione. Nonostante l’esperienza maturata nella sua vita, come accenna nelle battute finali dell’incontro, a volte non si è sentita di fotografare la situazione che stava vivendo. Confessa di essersi poi pentita di non averlo fatto perché avrebbe voluto ricordare nel tempo e dare valore ancora di più a certe immagini. Per sdrammatizzare proprio questa sua sofferenza, interrompe per un attimo il discorso parlando della sua vita privata, dicendo che adesso è diventata nonna, e che da due mesi ha deciso di tingersi i capelli di verde. Un modo come un altro per ritrovare proprio la “bellezza”, nonostante tutto. Come consiglio finale, suggerisce ai giovani fotografi presenti all’incontro di avere un altro lavoro oltre alla fotografia. “Oggi purtroppo non si può vivere di fotografia giornalistica”. Non nega che è sempre stato difficile perché anche all’epoca, quando lavorava per l’Ora, ha sempre lavorato in nero: “bisogna valorizzare il fotografo perché se non viene appagato , non cresce”.

Conclude infine dicendo “e comunque la vita è bella, un altra domanda, poi voglio fumare”.

Testo a cura di ©Benedetta Aucone
Foto a cura di ©Duccio Fiorini

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