Wired Next Fest 2017 – Alessandro Borghese

Alessandro Borghese, chef e personaggio televisivo si presenta al pubblico del Wired Next Fest di Firenze presente presso la Sala d’Arme di Palazzo Vecchio, nel talk intitolato “Food Road”. Lo chef inizia il suo intervento raccontando del suo programma in onda su sky intitolato “Alessandro Borghese 4 Ristoranti”, dove si vedono sfidare tra loro vari ristoratori per aggiudicarsi il premio finale messo in palio. “Tante volte ci troviamo a girare specialmente in posti dove i ristoratori si conoscono tra di loro. Il  primo giorno sono grandi amici, ma già dal secondo iniziano a studiarsi a vicenda, fino al terzo giorno dove iniziano le vere e proprie strategie per battersi e avere la meglio sugli avversari. Questo reality incide in modo molto positivo nei confronti dell’economia di questi posti, che grazie al ritorno d’immagine permette di avere i locali pieni di persone per mesi”.
Continua poi sempre sull’argomento dicendo: “Cerco sempre di chiedere ai partecipanti di lavorare al 100% e di lavorare non come se fossero in televisione, ma come se stessero cucinando per i propri clienti. Provare per un attimo ad avere quell’approccio che hanno i bambini di Masterchef Junior, che non si preoccupano della lucina rossa della telecamera”. Il programma di Alessandro Borghese ha lo scopo di raccontare anche uno specchio dell’Italia che lavora, che si mette in gioco, che investe nel suo futuro. La cultura italiana è così vasta che anche a distanza di pochi chilometri, come possiamo vedere in una puntata del suo programma, cambia, mostrando un tipo diverso di cucina, di usanze, di tradizioni. È questo il messaggio che Alessandro Borghese afferma di voler far arrivare ai giovani, mettere in luce gli insegnamenti che provengono da una generazione, che vuole tramandare la propria storia, mettendola poi nelle mani delle generazioni successive. Passando poi da una domanda all’altra tende a specificare come la qualità in cucina si possa trovare ampiamente nei migliori ristoranti stellati, ma anche in ciò che poi viene maggiormente apprezzato nel quotidiano come un piatto tradizionale di un’ osteria.
Di Alessandro Borghese appare l’immagine di uno chef che incita coloro che vogliono intraprendere questa strada, questa carriera per viaggiare e andare altrove. Il tutto però, con lo scopo di tornare alla fine di un percorso, qui in Italia, che è considerata da tutti gli chef, la culla della gastronomia.  La definisce una “fuga di cervelli all’inverso“, andare via per poi tornare. Parlando di cucina, secondo Borghese si dovrebbe con più frequenza mettere in pratica una cucina dove regni la politica del levare, del togliere, piuttosto che mettere in atto una filosofia dell’abbondanza fine a sé stessa. “Ci troviamo davanti ad una cucina sempre più raffinata, quasi chimica se pensiamo agli accostamenti. A mio avviso bisognerebbe conoscere meglio la tradizione prima di rinnovare. È questo ciò che manca ai giovani. I giovani di oggi fanno tante cose complicate grazie anche alle nuove tecnologie che trovano nelle cucine, ma magari davanti ad un piatto semplice, come può essere uno spaghetto alle vongole, o un cacio e pepe, si trovano in difficoltà. Serve un ritorno alle origini, un ritorno a quei piatti fatti con pochi elementi, anche se trovare l’armonia con pochi elementi non è facile”.
Prossimamente lo Chef aprirà il suo nuovo ristorante a Milano, legato come sempre al gusto della semplicità. La sua è una cucina semplice, “non per forza il piatto semplice deve essere mangiato in trattoria, anche in un luogo raffinato si può trovare un piatto che metta insieme ingredienti essenziali, ottenendo ottimi risultati”. In chiusura del suo intervento, necessario o quantomeno doveroso il paragone tra il cibo e la musica e come da questo, attraverso una canzone, si possa rivivere un’emozione destinata a dare vita alla creazione di un menù. Nella cucina di Alessandro Borghese la musica è indispensabile e quasi obbligatoria, solamente durante il servizio viene omessa, perché in quel caso come regola vuole e come lui stesso dice è necessaria massima concentrazione.

Testo a cura di ©Alice Caverni

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