URS FISHER – Big Clay#4 and 2 Tuscan Men

Fino al 21 gennaio il pubblico fiorentino e i visitatori che giungeranno a Firenze da tutto il mondo, potranno ammirare in Piazza della Signoria, le opere “Big Clay#4” and 2 Tuscan Men, “Fabrizio” e “Francesco”, dell’artista svizzero Urs Fisher inaugurate ufficialmente dal Sindaco Dario Nardella in data 22 settembre a fronte della conferenza stampa tenutasi presso la Sala d’Arme di Palazzo Vecchio. La nascita di questo evento che celebra l’arte contemporanea attraverso l’esposizione pubblica delle opere di Fisher è stato ideato da Fabrizio Moretti e Sergio Risaliti, grazie alla promozione del Comune di Firenze in concomitanza con l’inaugurazione della Biennale Internazionale d’Antiquariato di Firenze. Tre opere che mettono in mostra l’arte di Urs Fisher, artista noto in tutto il mondo per le sue creazioni elaborate con strumenti tecnologici all’avanguardia, come la celebre riproduzione del “Ratto della Sabina” del Giambologna, fatta sciogliere in occasione della 50° Biennale di Venezia. Le due statue presentate e studiate appositamente per l’esposizione fiorentina, ritraggono gli stessi Francesco Bonami e Fabrizio Moretti, omaggiati in forma di cera e interpretati dall’artista come la personificazione dell’arte e del profondo legame che questa crea con il territorio. “Big Clay#4”, scultura di 12 metri che non si presenta al primo sguardo troppo in armonia con la piazza che la ospita, vuole invece mostrarsi come sinonimo di materia primordiale e infantile, un’argilla pronta ad essere plasmata e modellata attraverso l’immaginazione dello spettatore.

Se noi come città, insieme a Fabrizio Moretti, Francesco Bonami e Sergio Risaliti, abbiamo voluto ospitare qui Urs Fisher, celebrando la sua arte contemporanea attraverso queste opere multiple è perche vogliamo onorare la nostra città. Firenze è sempre stata una grande capitale quando è stata contemporanea e tutta l’arte è da sempre contemporanea nel momento in cui viene creata e presentata al cospetto del mondo intero. Dunque vogliamo continuare con tenacia e umiltà questo progetto di coniugare l’arte contemporanea pubblica con la grande arte del Rinascimento, perché crediamo che la nostra città viva sempre ogni giorno il suo rinascimento attraverso l’arte di ogni epoca, di ogni generazione, di ogni linguaggio, e perché solo così possiamo incarnare la grande vocazione di una realtà che è conosciuta e rispettata nel mondo come città dell’arte”. Così il Sindaco di Firenze, Dario Nardella, in occasione della conferenza stampa di presentazione delle opere. “Una piazza della Signoria che si presenta come un Agorà moderna, spazio pronto ad accogliere l’arte pubblica e la discussione. Un contrasto provocante tra antico e contemporaneo”.

Fabrizio Moretti, Segretario Generale della Biennale Internazionale di Antiquariato interviene successivamente dicendo: “abbiamo davanti uno dei più grandi artisti viventi al mondo che ha portato a Firenze tre suoi grandi capolavori. Il bozzetto di Big Clay, da lì nasce tutto, è l’idea primordiale che amplificata 150 volte e messa accanto alle opere di Cellini, Donatello, ci deve far sognare ci deve far riflettere. Sono molto lusingato dell’omaggio dell’artista nel volermi dedicare una sua scultura di cera”. Continuando poi in inglese rivolgendosi a Fisher: “I was very touch last night when I saw the sculpture for the first time. You understand my life, in the way art involves me and at the same time make me a prison that I can’t get out of it”.

La parola passa poi a Sergio Risaliti che sottolinea come attraverso le opere di Fisher si giochi attraverso l’attrazione e la repulsione, in particolare parlando di “Big Clay#4“: “attrazione, come quella del bambino per la materia morbida, da plasmare che permette di creare nuove figure e scatenare l’immaginazione. La repulsione invece, quella dell’adulto per queste forme che oscillano tra la materia organica e la forma naturale. Il Big Clay#4 sembra quasi un monumento ad opera della natura, un lavoro di milioni di anni sulle rocce. Per non parlare poi delle cere che si inseriscono a pieno con la tradizione fiorentina, che ha visto la città distinguersi come capitale della ceroplastica dal duecento fino al seicento e anche oltre”.

Chiude infine Francesco Bonami, curatore della mostra dedicata a Urs Fisher che ringraziando chi lo ha preceduto nei commenti aggiunge: “diceva l’architetto Mies Van der Rohe che un’architettura è di successo quando la gente la usa, così è per il Big Clay perché se osserviamo bene la gente già si siede intorno alla scultura e dialoga con essa attraverso fotografie e commenti, creando già una sua funzione all’interno della Piazza. Posso dire che Fisher è un’artista che positivamente possiede quella che gli inglesi chiamano INGENUITY, questa ingegniosità che da una parte mostra un’ energia quasi infantile e dall’altra la visione. Genialità che permette di arrivare alla creazione di queste opere. Se la genialità manca e la visione manca, non siamo in grado di guardare al futuro e riuscire a fare quelle cose che magari a nessuno verrebbero in mente.”

Testo e fotografie a cura di © Simone Teschioni

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