“Picasso. Sulla Spiaggia” in mostra al Guggenheim di Venezia

Pablo Picasso, 1936Photographie de Man Ray

Pablo Picasso, 1936 Photographie de Man Ray

Inaugurata ufficialmente il 26 agosto, presso la Collezione Peggy Guggenheim di Venezia, in occasione dell’anniversario del compleanno di Peggy, la mostra “PICASSO. Sulla spiaggia” permette attraverso una precisa cura dell’allestimento, eseguito da Luca Massimo Barbero, uno straordinario approfondimento sull’opera del grande maestro Pablo Picasso e come questa, di diritto, si inserisca nel panorama europeo firmato 1937, anno drammatico in cui il pittore arriverà a dipingere la celebre opera “Guernica”. Le stanze della Project Rooms si prestano alla perfezione nel ricreare attraverso una selezione di tre dipinti, dieci disegni e una scultura, realizzati da Picasso tra febbraio e dicembre del 1937, quella che apparentemente poteva essere l’atmosfera racchiusa e vissuta all’interno dello studio del pittore, nel periodo dedicato alla creazione delle bagnanti.
La mostra “Picasso. Sulla Spiaggia” nata in collaborazione con il Musée National Picasso-Paris, si sviluppa e prende forma intorno al dipinto “Sulla Spiaggia” (La Baignade), appartenente alla Collezione Peggy Guggenheim ed esposto solitamente all’interno della prima sala di Palazzo Venier dei Leoni. L’opera raffigura un momento tipico della spensieratezza legata al luogo di mare, dove il pittore era solito ritirarsi con amici e colleghi: due donne concentrate a giocare sulla riva con una piccola barca dalle forme geometriche essenziali, con una terza figura dal collo allungato sullo sfondo, che in lontananza osserva silenziosa e curiosa la scena che si sviluppa davanti ai suoi occhi.
Le altre due opere legate al tema della mostra, sono “Femme assise sul la plage”, di proprietà del Musée des Beaux Arts de Lyon, dipinto pochi giorni prima del dipinto veneziano, di cui troviamo esposto anche il disegno preparatorio, eseguito come il quadro il 10 febbraio 1937, e “Femme assise avec un livre”, dove la bagnante viene ritratta come all’interno di un ovale, ricurva su se stessa, intenta nella lettura di un libro.
Entrambe i dipinti mostrano le bagnanti nel compimento di gesti intimi. Oggetto di “Femme assise sul la plage” è la cura del corpo, dove la donna ritratta con una tecnica mista ad olio, carboncino e pastello bianco, crea attraverso la morbidezza delle curve del proprio corpo, l’immagine di un arco, che attraverso l’estensione delle braccia, le permette di arrivare a toccarsi il piede, quasi a volersi liberare di un qualcosa che la infastidisce. Nel quadro “Femme avec un livre” realizzato da Picasso il 18 febbraio 1937 e di proprietà del Musée National Picasso-Paris, troviamo invcece l’intimità della lettura, che permette al pittore di dare un taglio più cubista all’opera, portando all’interno del dipinto forme anatomiche nette, proprie della scultura, conferendo peso e volumi specifici a tutta la tela, differenziando questo lavoro dai precedenti.

In occasione dell’inaugurazione della mostra, per i lettori di “Le Vento News.com” ci siamo piacevolmente intrattenuti per una rapido scambio di domande con Luca Massimo Barbero, curatore della mostra “Picasso. Sulla Spiaggia”.

Picasso. Sulla Spiaggia”, tre lavori composti in otto giorni, che dopo ottant’anni si ritrovano nuovamente insieme, cosa può dirci di queste opere?
La mostra è la possibilità per il pubblico, di ripercorrere un momento dello studio di Picasso, proprio dal 6 febbraio 1937, data del primo disegno delle bagnanti, fino al 18 febbraio data dell’ultima opera, che ci porta dentro al tema della “spiaggia”, tematica che è in qualche modo, usando un termine ormai obsoleto, apotropaico, cerca di tenere lontano, di far fuggire il grande fantasma della guerra che aleggiava in Europa in quegli anni. Il tutto senza dimenticarci del grande dramma della guerra spagnola, che attacca la sua nazione madre, elevando così le bagnanti come una cellula, che Picasso ritaglia per avere un momento di quiete, di speranza, di sensualità.

La spiaggia quindi come un’ isola felice, come un posto dove alienarsi rispetto al resto del mondo?
Come dicevo prima, ci sono due teorie, da un lato la spiaggia come luogo di pace, dove ritrovare gli amici e vivere uno dei pochi momenti di pausa, in cui poteva ricevere con calma le visite delle persone a lui care. Dall’altro lato invece la spiaggia vista un po’ come pentimento della spensieratezza che questa porta con sé, rispetto agli avvenimenti che accadevano nel resto d’Europa, anche se devo dire che da questi dipinti ciò che emerge su tutto è il tema straordinario della colossalità della natura femminile, questa idea del corpo femminile come forma, che in quel periodo per Picasso era una forma plastica, come da modellare e resa in forma di scultura.

Si accenna infatti nell’opera “Femme avec un livre” a come la scultura entri attraverso il quadro nel mondo della pittura, mescolandosi ad esso…
Questo è un tema che Picasso percorre e precorre abbastanza spesso, è un grande disegnatore. Ed è una cosa molto curiosa il fatto che, salvo quando è cubista, non si mostri mai come un disegnatore bidimensionale. Notiamo sempre questa capacità di Picasso di evocare in ogni opera, la rotondità delle forme e da qui di fatto l’idea che traspare è proprio quella di riuscire a rendere la scultura in pittura. In questo caso, in questo quadro, si mostra poi ancora più forte del solito, poiché nel dipinto non vengono utilizzati colori naturalistici: questo grigio, questo pietra, questo bronzo, sono proprio colori che evocano la fisicità della scultura, come una sorta di paleografia, come a voler trovare delle forme fondamentali rispetto a questo. Una sorta di architettura che viene dall’antico.

Testo e foto a cura di ©Simone Teschioni

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