Restauro del “Dio Fluviale” di Michelangelo Buonarroti

Presentato in data 11 luglio presso il Cenacolo di Santa Croce, l’importante restauro del busto raffigurante il “Dio Fluviale” realizzato da Michelangelo Buonarroti tra il 1526 e il 1527. Il restauro, eseguito dall’Opificio delle Pietre Dure, coordinato da Laura Speranza e da Giorgio Bonsanti per l’Accademia delle Arti del Disegno, ha visto nella figura della restauratrice Rosanna Moradei, intervenire sull’opera con un lavoro volto alla ricerca della stabilità conservativa del busto e alla rimozione della bronzatura esistente, dovuta probabilmente ad interventi successivi alla creazione dell’opera. Il “Dio Fluviale” si colloca all’interno di una serie di figure simboleggianti le “divinità fluviali antropomorfe”, ideate da Michelangelo per completare l’abbellimento delle basi dei monumenti funebri dei duchi medicei nella Sagrestia Nuova della Basilica di San Lorenzo di Firenze. Le dimensioni del busto, realizzato con materiali da cantiere, destinato alla distruzione e per questo non ultimato dall’artista, sono riprese quasi a grandezza naturale su scala umana. Questo modello in terra e materiali di scarto, aveva il duplice scopo sia di mostrare ai committenti il progetto d’insieme delle statue delle Divinità fluviali, sia una volta approvato di essere di spunto e riferimento per i collaboratori del Buonarroti. Non si hanno a riguardo notizie e tracce circa una successiva realizzazione in marmo della scultura. Il restauro dell’opera, di proprietà dell’Accademia delle Arti del Disegno fin dal 1583 grazie alla donazione di Bartolomeo Ammannati, è stato eseguito direttamente presso il Museo di Casa Buonarroti, luogo dove il busto si trova esposto da oltre cinquant’anni. Considerando le condizioni precarie, la fragilità e l’insieme dei materiali che compongono il torso del “Dio Fluviale” si è deciso di operare, come si evince dalla scheda di restauro ad opera della Dott.ssa Moradei, attraverso varie operazioni di finissima esecuzione, tutte volte a conferire un maggior consolidamento della struttura, composta al suo interno per lo più di legno e fibre vegetali. Rimossa la bronzatura, si è riusciti nel restauro a portare nuovamente in luce il colore originale dell’opera, simile ad un bianco marmoreo.
Il restauro del “Dio Fluviale” di Michelangelo Buonarroti è stato possibile anche grazie al contributo finanziario della “Fondazione no profit Friends of Florence”. L’opera è attualmente esposta presso il “Museo di Casa Buonarroti” di Firenze.

 

 

 

Testo a cura di ©Simone Teschioni

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