“Ritratti tra le pagine formato segnalibro” di Ezio Bartocci

Quando l’arte mette davanti allo spettatore la grandezza della letteratura, abilmente accompagnata dalla forza evocativa del disegno e della pittura, ecco che prende vita la mostra di Ezio Bartocci intitolata “Ritratti tra le pagine formato segnalibro”. In mostra presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze fino all’8 luglio il percorso espositivo si divide in due parti: la prima, prossima all’ingresso della Biblioteca, che mostra tutta una serie di lavori dell’artista dedicati agli scrittori omaggiati nel corso della loro carriera dalla vittoria del premio Nobel per la letteratura come Carducci, Montale, Dario Fo e Grass giusto per citarne qualcuno; la seconda parte della mostra invece è esposta nello spazio adiacente la “Sala Lettura” e abbraccia molti degli autori del XIX e del XX secolo, completando così la collezione di questi piccoli capolavori per un totale di 60 segnalibri. Ciò che emerge dai singoli lavori, non è tanto la forte ed evidente passione che lega l’artista al mondo della letteratura, quanto come con evidenti richiami stilistici, in ogni segnalibro, l’autore rappresentato sia raffigurato a fianco di un dettaglio che ha fortemente caratterizzato la sua produzione letteraria, al punto da consacrarlo nell’olimpo dei grandi. Mossi così dalla bellezza dei lavori e dalla curiosità di sapere di più su questa produzione artistica, abbiamo contatto direttamente l’autore Ezio Bartocci, che si è gentilmente offerto di rispondere alle nostre domande, attraverso questa breve intervista qui riportata.

Gentile Ezio buona sera, come nasce l’idea di questa produzione artistica legata al mondo della letteratura?
Posso dire che tutto ciò nasce dalla volontà di cimentarsi in una nuova avventura, una produzione che è maturata anche a fianco della mancanza di segnalibri apprezzabili. L’idea non è di quelle che si accendono in testa all’improvviso, è il risultato di una lunga gestazione. Forse in sostanza è l’ennesima prova di chi non vuole rinunciare a dialogare con la carta e i suoi alleati, che la rendono di volta in volta diversamente interessante e coinvolgente: caratteri tipografici e testi o segni e colori che siano.

La storia della Letteratura raccontata in 60 segnalibri. Quali gli autori che maggiormente l’hanno coinvolta in questo passaggio dall’immaginario narrativo a quello pittorico?
I 60 segnalibri esposti alla Nazionale di Firenze ovviamente non pretendono di delineare la storia della letteratura, presentano però una significativa campionatura da integrare progressivamente con altri scrittori e poeti significativi, più o meno prolifici, ma di certo non trascurabili. Mi piacerebbe abbinare nella prossima mostra anche qualche lettura di pagine scelte. In quanto ai diversi coinvolgimenti credo che andare nello specifico sforeremmo di molto lo spazio disponibile. Dirò solo del ritratto di Pasolini. Sono stato molto indeciso prima di rielaborarlo, temendo di rovinarlo, ma alla fine pur non essendo del tutto convinto ho rischiato: “o la va o la spacca”, fortunatamente è andata bene e il risultato nel complesso è decisamente migliore rispetto a prima.

Ci sono dei dettagli particolari su cui si è voluto soffermare a fianco dei ritratti degli scrittori?
In quanto ai dettagli ho scelto quelli che rendono unici e originali i personaggi: complici i materiali impiegati e le tecniche diverse. Così l’immagine di Levi evoca parte della sua storia, come Borges è protagonista e icona del suo labirinto, Eliot è logo di sé, quanto Sartre è manifesto del suo tempo… Ho voluto evitare di fare esclusivamente ritratti di maniera.

Su quale base o modalità sono stati scelti gli autori raffigurati?
La scelta degli autori è maturata durante il lavoro, strada facendo.I primi ritratti che ho portato a termine sono stati quelli metabolizzati da anni. Avendo bene in testa  i volti di Poe, Kafka, Beckett, Moravia, li ho messi a fuoco molto facilmente. Mano a mano che la galleria si arricchiva ho cercato di circoscrivere un periodo sviluppando per ora, un percorso tra Otto e Novecento.

Passando ad Ezio come lettore, quale il suo autore e il suo romanzo preferito?
Evito le graduatorie. I grandi affetti sono verso molti e voglio sperare che se ne aggiungano altrettanti.

Dopo l’esposizione presso la Biblioteca Nazionale, la mostra avrà un’altra collocazione artistica? E’ previsto un catalogo dei segnalibri da lei prodotti?
Rispondo sempre affermativamente alle richieste espositive ben motivate, anche se la sola buona volontà non garantisce spesso i risultati. Considerando che molti scrittori sono stranieri qualche mostra presumibilmente si terrà all’estero con il catalogo e il video che in questa occasione non è stato possibile realizzare.

Testo e fotografie a cura di ©Simone Teschioni

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