“Tre arazzi per il futuro Museo”

Inaugurata oggi presso la “Sala Bianca” di Palazzo Pitti la mostra intitolata “Tre arazzi per il futuro museo” che vede l’esposizione fino al 21 maggio 2017, di tre creazioni sublimi di manifattura fiorentina, fiamminga della scuola di Bruxelles e francese dei Gobelins appartenute alla collezione degli arazzi della famiglia dei Medici e dei Lorena. In attesa dell’apertura del museo che sarà dedicato interamente a questa significativa raccolta che conta esemplari unici e di rara bellezza, l’allestimento temporaneo vede nello specifico i disegni che ritraggono la “Caccia al cinghiale con l’archibugio”, “Adamo ed Eva rimproverati da Dio dopo il peccato” e “L’Acqua”, quest’ultimo appartenente alla serie dei “Quattro elementi” donato da Luigi XIV a Cosimo III in occasione di una visita a Parigi del futuro granduca di Toscana. Il primo arazzo si colloca nello specifico all’interno della serie delle “Cacce”, per un totale di ventotto esemplari realizzati in origine per la Villa medicea di Poggio a Caiano, la cui data di tessitura oscilla tra il 1566 e il 1577 ad opera degli arazzieri di scuola fiorentina Benedetto Squilli e Giovanni Sconditi, su cartoni del pittore Giovanni Stradano. Il secondo arazzo invece appartiene alla serie delle “Storie della creazione” di manifattura fiamminga, acquistato da Cosimo I de’Medici nel 1551 e realizzato da Jan van Tieghem, Frans Ghietels e Jan de Kempeneer. Dei tre esemplari esposti è quello più affascinante, sia per i temi biblici rappresentati come l’atto del peccato e lo scandalo della nudità nei volti e nelle forme di Adamo ed Eva, sia per la figura nel dettaglio del serpente che più simile ad un anguilla, ipnotizza lo spettatore per l’accostamento cromatico che lo ritrae al centro della scena. L’ultimo arazzo espsoto è stato invece creato nel 1662 da Jean-Baptiste Colbert, inaugurando così l’attività della Manifattura reale dei Gobelins. L’opera vede nel titolo e nella sua tramatura la raffigurazione del tema dei “Quattro elementi”, rappresentata in questo caso con alla base tutta una serie di pesci, crostacei e altre specie marine che grazie alla finezza della tecnica di esecuzione sembrano quasi uscire dal perimetro dell’arazzo stesso, tanta è la loro forza evocativa.

“Tre opere di primario valore artistico, che conferiscono un immenso valore a questa mostra” commenta così il Direttore della Galleria degli Uffizi, Eike Schmidt, per poi aggiungere “per dare un esempio geografico della vastità della collezione, abbiamo scelto questi tre arazzi che ci permettono di spaziare dalla scuola fiorentina a quella fiamminga per arrivare infine a quella francese, dando nuovamente vita agli spazi della Sala Bianca. Una sala da sempre dedicata all’arte tessile, famosa per la moda e quindi la sede giusta per esporre questi lavori”. Conclude infine accennando ai luoghi che saranno oggetto nuovo Museo degli arazzi: “Lo spazio che sarà dedicato all’esposizione della collezione sarà precisamente nel Rondò meridionale di Palazzo Pitti dove in questo momento si trovano le carrozze del periodo del Granducato. Una volta che queste saranno spostate nel futuro Museo delle Carrozze presso il Rondò di Bacco, avremo modo di esporre attraverso una rotazione continua gli arazzi della collezione fiorentina, che viste le dimensioni richiede grandi spazi e una continua manutenzione programmata, a favore di migliore conservazione nel tempo. Un progetto prestigioso per una collezione che è una delle più importanti a livello storico che esista al mondo”.

La mostra “Tre arazzi per il futuro museo” è a cura della dott.sa Lucia Meoni, mentre il coordinamento è ad opera dalla dott.sa Alessandra Griffo. Il progetto e la direzione dei lavori nell’allestimento della “Sala Bianca” di Palazzo Pitti è stato eseguito dalla figura dell’architetto Mauro Linari. La manutenzione e il restauro dei tre arazzi sono stati infine oggetto di intervento da parte di Opera Laboratori Fiorentini.

Testo e fotografie a cura di ©Simone Teschioni

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