80° Maggio Musicale Fiorentino

Presentato oggi il programma del prossimo Festival del Maggio Musicale Fiorentino presso il Foyer di Galleria del Teatro dell’Opera di Firenze, alla presenza della stampa e dei Soci del Teatro, ospiti per l’occasione. Giunto alla sua 80° edizione “un anno più giovane di me” come ci tiene a sottolineare il Maestro Mehta alla vigilia dei suo 81 anni, “questo sarà il mio ultimo Festival ufficiale come direttore stabile. Sono già stato chiamato e tornerò nel 2018 e nel 2019 per un piccolo sipario che abbiamo intenzione di fare su Stravinskij, Cajkoskij e Brahms, e forse un’opera” aggiunge sorridendo.

Il programma del concerto di Zubin Metha con cui verrà inaugurato il Festival il 24 aprile alle ore 18.00, come da tradizione, vedrà l’esecuzione della “Coriolano Ouverture” di Ludwig Van Beethoven, seguita dal Concerto per percussioni e Orchestra di Frederich Cerha interpretato da Simone Rubino e dal Concerto per violino e orchestra op.36 di Arnold Schönberg che verrà eseguito da Michael Barenboim. “Due giovani artisti che dobbiamo avere il coraggio di sostenere e di presentare al pubblico di Firenze. Il primo, Rubino, che riesce a suonare qualcosa come più di 30 strumenti a percussione correndo letteralmente da una parte all’altra del palco. Il secondo, Barenboim, che ha già suonato con me in Israele, ed è stato applaudito fin dall’inizio per la sua bravura, da un pubblico che sappiamo essere molto conservatore nei gusti” aggiunge il Maestro. La serata inaugurale, si chiuderà poi con la seconda suite del balletto “Daphnis et Chloé” di Maurice Ravel, che impegnerà anche il Coro.

Il programma del Festival continuerà poi in una serie di opere e concerti che vedranno il 26 aprile con l’ “Idomeneo” di Mozart, lo sostarsi del sipario da Firenze al Teatro Manzoni di Pistoia, nella produzione del Theater an der Wien con la regia di Damiano Micheletto, già reduce del recente “Flauto Magico” andato in scena a Firenze. Il secondo titolo d’opera tornerà al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, con l’attesissimo “Don Carlo” di Giuseppe Verdi diretto dalla bacchetta di Zubin Metha. Per motivi di salute Fabio Sartori non interpreterà il ruolo di Don Carlo, al suo posto è stata scelta la figura del tenore Roberto Aronica, già impegnato in questi panni nella produzione di Giancarlo del Monaco, andata in scena a Bilbao e riproposta qui, all’interno della cornice del Festival. La Terza opera in programma, “L’historie du soldat” andrà in scena al Teatro Goldoni il 24 maggio.

Per quanto riguarda i concerti diretti dal M°Metha, quello del 10 maggio presenta in programma il “concerto per violoncello ed orchestra op.104” di Dvorak, insieme alla “Kammersymphonie in mi maggiore op.9” di Shönberg e al “Te Deum” di Bruckner. Il 13 maggio andrà invece in scena insieme ad Avi Avital, uno dei massimi virtuosi del mandolino, il “concerto in re maggiore RV93 per mandolino e orchestra” di Antonio Vivaldi, seguito dal “concerto per mandolino e orchestra” di Avner Dorman e dal “Romantische” di Bruckner.

Altri due concerti da tenere sotto occhio sono quelli in programma il 21 maggio con Thierry Fischer che eseguirà la “Rapsodia” di Jhoannes Brahms e la “Symphonie fantastique” di Hector Berlioz e il concerto del 25 maggio diretto invece da Kristjan Järvi, introducendo in questa occasione in anteprima mondiale assoluta, il concerto “Azzurro” per pianoforte e orchestra di Stefano Bollani. Come riportato da Pierangelo Conte, nel concludere la presentazione del programma: “Umberto eco diceva i libri si parlano a distanza, ecco anche le partiture si parlano a distanza. Gli autori dei giorni nostri non sono uomini senza storia e senza passato, ma sono invece il frutto di percorsi culturali ed estetici che si sviluppano nel corso dei secoli.”

A fine conferenza stampa il M°Metha viene interrogato sul suo futuro artistico, essendo questo il suo ultimo Festival come direttore stabile dell’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, per rispondere così alla stampa presente: “Dopo 32 anni e aver cambiato 11 Sovrintendenti, dico semplicemente CIAO. Ma non come una liberazione, ma con l’augurio del miglior futuro possibile. Io amo tantissimo la mia orchestra e il coro. Rimanere direttore a vita per me è un onore che accetto con grande gioia. Sono sicuro che il nuovo direttore Fabio Luisi, farà molto bene qui a Firenze, ha un’ottima esperienza internazionale”.

Testo e foto a cura di ©Simone Teschioni

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