Firenze G7 della Cultura – “L’Adorazione dei Magi” di Leonardo da Vinci restaurata

Successivo all’esposizione dell’arco di Palmira in Piazza della Signoria, in occasione del G7 della Cultura di Firenze, è stato presentato stamani presso la Galleria degli Uffizi, il restauro del quadro raffigurante “l’Adorazione dei Magi” di Leonardo da Vinci. L’opera precedentemente custodita nelle mani esperte dell’Opificio delle Pietre Dure che ne ha curato il restauro, durato ben 5 anni, è stata mostrata oggi per la prima volta dopo 6 anni di assenza dalla Galleria al pubblico presente, a seguito di una conferenza stampa in cui sono intervenuti il Direttore degli Uffizi Eike Schmidt e Marco Ciatti, responsabile dell’Opificio. Un’opera la cui genesi del restauro nasce già nel 2002 con l’iniziativa dell’allora sovrintendente Paolucci e che viene restituita a “vita nuova”, ai cittadini di Firenze e a tutti i visitatori degli Uffizi, in occasione della mostra “Il Cosmo Magico di Leonardo Da Vinci” in programma fino al 24 settembre. Un dipinto lasciato incompiuto da Leonardo da Vinci a seguito della sua partenza per Milano nel 1548. Non a caso all’interno della mostra, troviamo esposta nella sala precedente anche la versione dell’ “Adorazione dei Magi” di Filippino Lippi, di esecuzione postuma al mancato completamento dell’opera da parte di Leonardo. Un restauro che ha permesso di recuperare parti del dipinto ancora non decifrate dai vari studiosi e che ha consentito di far emergere definitivamente dettagli di rara bellezza, come il volto e la figura della Madonna, che ricorda quella rappresentata nella “Vergine delle Rocce”.

Una sfida che ci ha permesso nonostante la complessità dell’opera, di effettuare una lavorazione totale sui vari livelli di cui il quadro è composto”, confessa ai microfoni Marco Ciatti. “Oltre gli studi sull’individuazione dei materiali costitutivi, c’è stato anche un grande studio per capire come Leonardo procedeva nel suo lavoro, come nel caso dell’impostazione geometrica fatta con una sottile incisione, che riprende quella del disegno preparatore esposto qui in mostra, fino al rivelare grazie al restauro nella parte alta un inizio di colore locale a livello del cielo, coperta poi nei secoli da una patina colorata con un pigmento grigio. Un lavoro che è stato una vera lezione che ci ha permesso di capire come questa mente geniale operava, mettendo insieme figure finite che aspettavano solo il colore , a fianco di altre nella fase di semplice abbozzo primordiale”.

Ci rivolgiamo infine al Direttore degli Uffizi, Eike Schmidt.

Direttore eccoci qua, dopo 6 anni di assenza e 5 di restauro finalmente “l’Adorazione dei Magi” di Leonardo Da Vinci” torna di casa agli Uffizi, cosa può dirci su quest’opera e sul lavoro che è stato fatto?
È uno dei grandi capolavori della storia dell’arte insieme alla “Monna Lisa” e all’ “Ultima Cena” di Milano, questa opera non solo è una delle più famose di Leonardo da Vinci, ma è anche allo stesso tempo una delle più misteriose. Adesso molti di questi misteri legati alle figure e alle varie scene rappresentate, dopo il restauro sono stati chiarificati e resi visibili con precisione. Personaggi che prima erano solo deducibili per ipotesi, adesso grazie al tocco di mani esperte, sono diventati molto più chiari e nitidi. Tutto questo ci permette di fare così nuove domande su Leonardo da Vinci e il suo processo creativo. È un vero privilegio poter disporre di questo quadro, che su questa scala è identificato come l’opera più grande del maestro. Se dovessi iniziare nuovamente a guardare l’opera non finirei più, ne sono veramente affascinato. Vedere grazie agli studi, come l’artista nella sua produzione abbia cambiato idea, superandosi e andando oltre il suo pensiero, produce, immersi con lo sguardo in queste piccole scene a tratti incompiute, davanti, nel mezzo al campo e dietro la scena, l’effetto e lo stupore di un genio senza tempo.

Una volta terminata la mostra come si procederà a sistemare il dipinto?
Quest’opera è una di quella che difficilmente può essere spostata. Già il viaggio dopo il restauro, dall’Opificio delle Pietre Dure alla Galleria è stato un viaggio difficile. Essendo dipinto su base di legno ogni spostamento di un’opera di queste dimensioni risulta complicato ed estremamente delicato. In occasione della mostra per i prossimi quattro mesi, fino all’inizio di settembre sarà presente in queste sale appositamente dedicate, potendo così i visitatori fare un paragone rispetto ai disegni preparatori e alle condizioni della stessa prima del restauro. Dopo questo periodo verrà spostata nella nuova sala di Leonardo, dove verrà riunita insieme agli altri due quadri qui presenti agli uffizi, “l’Annunciazione” e il “Battesimo di Cristo” dipinto insieme al Verrocchio.

Adorazione Magi 5.jpg

Testo e foto a cura di ©Simone Teschioni

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