“Fiorenza”: il nuovo volto di San Jacopino

In occasione della presentazione del progetto legato alla riqualificazione urbana e artistica di Piazza San Jacopino del Q1 di Firenze, curata dall’Architetto Barabesi e al posizionamento al suo centro di “Fiorenza”, opera in bronzo firmata dall’artista toscano Giampaolo Talani, si è svolta ieri sera presso i locali della Parrocchia adiacente alla Piazza, un incontro con i residenti della zona a cui hanno preso parte anche il Sindaco di Firenze Dario Nardella, insieme all’Assessore Alessia Bettini e al Presidente del Quartiere 1 Maurizio Sguanci. Nello svolgimento di questa conferenza è stato possibile apprendere non solo il percorso artistico che ha portato a questo connubio tra l’artista di San Vincenzo e il Comune di Firenze, ma assistere anche ad un interessante dibattito civile tra l’Amministrazione e i cittadini, su quelle che sono le criticità legate alle strade e agli ambienti che caratterizzano il quartiere.
“Fiorenza”, un volto di donna che ambisce a diventare nuovo simbolo della città rappresentando la sua più armonica bellezza, al centro della piazza di un quartiere eterogeneo e ricco di vivacità. “Firenze è donna” come a più riprese ha tenuto a sottolineare Talani: “ho scelto di rappresentare il soggetto in queste forme massicce, come specchio e simbolo della fertilità e delle opportunità che la città offre”.
La piazza con al centro la statua, verrà inaugurata ufficialmente in data 25 Marzo in concomitanza dell’inizio dei festeggiamenti del “Capodanno Fiorentino”. Particolare attenzione a livello strutturale nello sviluppo del progetto, è stata poi dedicata alla protezione della scultura, onde evitare il ripetersi di situazioni analoghe ai danneggiamenti subiti dall’opera di Jean-Michel Folon situata nell’area di Firenze Sud. Il progetto di illuminazione, a cura di Silfi S.p.A. sarà composto dal posizionamento di faretti a terra intorno alla statua e da due proiettori per un’illuminazione direzionata dall’alto, permettendo così di esaltare ulteriormente la bellezza dell’opera nelle sue forme. Una vera e propria occasione di rilancio per una piazza che ha vissuto negli ultimi dieci anni profondi cambiamenti legati alla sua identità.

Ringraziando a fine incontro l’artista Giampaolo Talani e il Sindaco di Firenze Dario Nardella per la disponibilità mostrata verso le nostre domande e le curiosità circa il progetto, riportiamo qui le dichiarazioni rilasciate per i lettori di Le Vento News.com.

Maestro Talani, cosa ne pensa di questo progetto di collegamento artistico finalizzato a dare un senso di continuità tra le piazze del centro e le aree più periferiche della città?
Penso che sia davvero un’iniziativa grandiosa. La mia idea di zone meno centrali e quartieri più periferici, va di pari passo col pensiero che nella maggior parte dei casi è proprio in queste aree che risiede l’essenza e la vivacità di una città. Rispetto ad una realtà centrale più votata al turismo in cui abbiamo standard di vita che inquadrano i cittadini in schemi precisi, in questi altri contesti riusciamo a cogliere la quotidianità propria degli abitanti. Ad esempio stasera ho avuto modo di vedere che la comunità di questo quartiere è molto legata al suo territorio e alle realtà che la abitano. Quando  mi dissero che la statua si sarebbe dovuta progettare appositamente per San Jacopino, accettai immediatamente. Non dobbiamo cadere in banali distinzioni fra zona e zona, Firenze come città nel suo insieme è per me un corpo unico.

Corpo unico a cui lei, come emerso durante la presentazione, è legato in quanto persona da un profondo legame di affetti e dal lato professionale, attraverso la sua presenza artistica in luoghi cardine della città, come nel caso delle “Partenze” presso la Stazione di Santa Maria Novella….
Beh si, vivo questa città con reciprocità fin da quando ero piccolo. Mi sono sentito sempre accettato e in qualche modo legato alla sua vita. Dalle amicizie, agli amori, dai musei, agli studi e soprattutto grazie alla mia famiglia e ai miei figli. Ogni volta mi meraviglio di ciò che riesco ad assorbire e allo stesso tempo di cosa Firenze riesce a suggerirmi e a trasmettermi. Ricordo che la prima volta in assoluto che venni qui, fu con mio padre per visitare gli Uffizi e come puoi capire fu un amore a prima vista. Attualmente per un motivo o per un altro transito spesso da Firenze, circa tre giorni a settimana, ed è bello vedere come anche attraverso questa opportunità di “Fiorenza”, la mia opera sia stata accolta con assoluto entusiasmo dai cittadini.

Come ultima domanda, le è stata fatta da un ragazzo l’osservazione di sostituire il gesto di “toccare il sedere” alla statua, suggerito da lei anche all’inaugurazione in Palazzo Vecchio, alla stregua dello sfregamento del naso del Porcellino, con un semplice e lieve inchino. Cosa ne pensa di questa proposta?
Penso che sia una proposta garbatissima, quasi come se non provenisse da un toscano (accenna sorridendo). Da buon toscanaccio mi piace l’idea che ognuno possa rendere omaggio alla statua a modo suo. Penso che entrambe le iniziative, sia quella di toccare il lato B, come buono auspicio legato alla fertilità che riflette la città, sia quella dell’inchino possano coesistere insieme. L’importante è che qualsiasi gesto sia fatto con gioia e soprattutto con rispetto, in modo da creare intorno alla statua una vera e propria atmosfera fatta di sorrisi e unità verso questo simbolo femminile, che ambisce a diventare parte intrigante della città che rappresenta.

Salutando il Maestro Giampaolo Talani, ci rivolgiamo successivamente al Sindaco Dario Nardella.

Sindaco buona sera, una curiosità legata al progetto. L’idea di creare questo collegamento artistico con le varie piazze del centro è un progetto che vede come protagonista la sola realtà di “Fiorenza”, o darà seguito nel tempo, anche ad altre iniziative sul territorio includendo altri quartieri?
Assolutamente si, penso che questo di “Fiorenza” sia solo il primo passo di un progetto più ampio, tant’è che stiamo studiando l’installazione anche di altre opere di arte contemporanea, di artisti italiani e stranieri, in corrispondenza delle nuove linee della Tramvia. Arte contemporanea che segna lo sviluppo della città e si fa portatrice dell’innovazione che dal cento arriva a toccare con mano le aree più esterne. In più confermo che entro quest’anno finiremo anche l’installazione di sei importanti opere d’arte nell’area del Palazzo di Giustizia e di Novoli, attraverso un investimento diretto da parte del Comune, per dare voce ad artisti giovani, meno conosciuti, che verranno supportati dalla personalità di colleghi più affermati. Un progetto molto ampio che investe il Q5 attraverso un’invasione di architetture e opere d’arte contemporanee, secondo il principio che l’arte pubblica possa fungere da tramite per rivalutare intere periferie, che non sono e non devono essere viste come zone di serie B, ma spazi vissuti a tutti gli effetti dai cittadini a cominciare dal loro lato culturale.

Testo e interviste a cura di © Simone Teschioni

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