Reportage – “La Stazione di Nessuno”

Luogo di incontro tra studenti e lavoratori pendolari, la stazione di Firenze Rifredi si presenta dopo quella di Santa Maria Novella, seguita dalla stazione di Campo di Marte, come il secondo snodo ferroviario della città distinguendosi per portata di passeggeri, stando a quanto riportano i dati emessi dalla società di “Rete Ferroviaria Italiana”.
Ciò che più colpisce a riguardo arrivando in stazione, sia a fronte di uno scalo verso altra destinazione o di semplice partenza, non è tanto la fiumana di gente che per motivi vari ogni giorno sale, scende e si reca ai binari, quanto che proprio in relazione a tutto questo traffico umano pagante, non vi sia nell’intera area della stazione un ufficio con la sigla Trenitalia aperto al pubblico in grado di poter svolgere dal semplice servizio di informazione, a veri e propri cambi di biglietto. All’interno della stazione l’unico rapporto “umano” legato al ricevere informazioni su treni, partenze e arrivi è dato dalla figura dell’edicolante e dal personale in carica presso il Bar/Caffè presente nello spiazzo antecedente le scale che portano ai binari, figure che non tarderemo a definire non qualificate a svolgere tali compiti, per ovvi motivi professionali. L’edicola emettendo per lo più biglietti per tratte locali, solo in parte è attrezzata a colmare le lacune presentate a livello di organizzazione e funzionamento dei servizi essenziali, che una compagnia di trasporti di portata nazionale dovrebbe costantemente garantire, specialmente in stazioni dai numeri di così elevata affluenza. In un’ era in cui la modernità e il digitale regolano le nostre vite, spaventa in effetti e non poco la scarsa accessibilità al servizio da parte di persone che non dispongono di uno smartphone, o più semplicemente non sono pratiche nel reperire un accesso alla rete per collegarsi al sito internet della compagnia ottenendo così le informazioni necessarie in caso di bisogno.
Quella che secondo i dati di Trenitalia 2015 risulta essere la seconda stazione di Firenze più frequentata, meritando fra le righe di appartenere alla categoria “Gold”, si presenta invece come una realtà completamente abbandonata a se stessa.
Stazione di categoria “Gold” è ritenuta dal sito Rete Ferroviaria Italiana come quella che : “comprende impianti medio/grandi con frequentazione alta (maggiore di 10.000 frequentatori medi/giorno circa) e servizi viaggiatori di qualità elevata per la lunga, media e breve percorrenza. E’ generalmente sempre garantita la presenza di servizi per frequentatori non viaggiatori e più saltuariamente per la città”.
Il riscontro reale di queste caratteristiche è alquanto deludente, se non pressoché nullo.
Mettere da parte i rapporti umani legati all’accoglienza e alla professionalità, offrendo per lo più macchine self-service funzionanti solo con carte elettroniche, non è certo sinonimo di elevata qualità tale da meritare l’appartenenza ad una categoria di servizio così alta in cui i viaggiatori dovrebbero rispecchiarsi. Il calo degli standar della Stazione di Rifredi, o come spesso viene chiamata dagli abitanti della zona “la Stazione di Nessuno”, rischia seriamente così nel tempo di condizionare non solo le scelte dei viaggiatori stessi a fronte di soluzioni di viaggio più pratiche e soprattutto più efficenti, ma quello che è il destino stesso di una stazione centrale nella realtà regionale e fiorentina.

© Testo e Foto: Simone Teschioni

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