Mostre ed Esposizioni – “Da Kandinsky a Pollock: la grande arte dei Guggenheim”

In mostra dal 19 marzo fino al 24 luglio 2016 presso la Fondazione Palazzo Strozzi di Firenze, è possibile ammirare le opere che formano due delle più grandi collezioni d’arte del XX secolo, la collezione di Solomon R. Guggenheim e della nipote Peggy Guggenheim. Le stanze fiorentine offrono un percorso composto di oltre 100 opere delle medesime collezioni, portando lo spettatore a cogliere il passaggio artistico da un surrealismo iniziale, fino ad arrivare al momento della nascita di vere e proprie avanguardie che hanno segnato i canoni della pittura e rivoluzionato i criteri base di ciò che è definito e inteso come arte sia pittorica che scultorea.
È proprio dalla figura dei surrealisti, rifugiati in America a seguito dello scoppio del secondo conflitto mondiale e dai dipinti presenti fin dalla prima sala, tra i quali spicca “Il Bacio” di Max Ernst, la “Curva dominante” di Kandinsky e “Busto di uomo in maglia a righe” di Pablo Picasso, che è possibile immedesimarsi nella passione pura che ha legato questi collezionisti all’arte nella sua più travolgente essenza. Lo stesso spazio all’interno della mostra dedicato interamente alla figura di Jackson Pollock è un forte richiamo a quella voglia di conoscenza e amore per la pittura che non si ferma alla mera realtà dell’opera esposta, ma facendo tesoro del surrealismo stesso da cui deriva, ha fama di arrivare ben oltre. Opere dello stesso Pollock come “Foresta Incantata” e “Spazi Ondulati”, entrambi del 1947 dipinti attraverso la tecnica del “Dripping”, sono simbolo di affermazione non solo della figura del pittore americano che assurge a maggiore esponente del movimento noto con il nome di Action Painting, ma anche della figura di Peggy Guggenheim che si rivela grande conoscitrice ed esperta del settore, creando un vero e proprio circolo culturale insieme a quella cerchia di artisti che l’hanno accompagnata nelle sue espositioni d’esordio fino alla formazione della collezione visitabile in Italia presso Palazzo Venier dei Leoni a Venezia.
Continuando nella scoperta delle altre stanze all’interno della mostra, ci troviamo di fronte a un mix di colori e forme tipici di un espressionismo astratto che trova in Willem de Kooning uno dei suoi massimi rappresentanti. La modernità figlia di un Europa nata nell’immediato dopoguerra, porta nelle sale successive alle forme e ai concetti espressi attraverso il lavoro e le opere di Lucio Fontana, Alberto Burri ed Emilio Vedova. Altrettanto degna di nota è la presenza di opere di Marcel Duchamp, amico e consigliere personale di Peggy, insieme alla raccolta dei quadri di Mark Rothko appartenenti sia alla collezione di Venezia, che a quella newyorkese di Solomon, selezione dalla quale emerge l’intero percorso che porta Rothko nel suo studio sulla cromaticità, a porre lo spettatore davanti ad opere caratterizzate da colori monocromatici, che nella loro alternanza esprimono una crescente e sempre più forte emotività.
L’esposizione concludendosi con opere proprie del periodo POP, rimanda così nel suo complesso a quel filo diretto tra Firenze e la stessa Peggy Guggenheim che nel 1949 presentò nel capoluogo toscano, le opere  che adesso formano parte della collezione della galleria di Venezia, inaugurando di fatto le sale della “Strozzina”. In soli due mesi dall’inaugurazione la mostra “Da Kandinsky a Pollock” vanta già più di 100.000 visitatori che hanno avuto modo di apprezzare e di godere le opere di quegli ambienti, che hanno segnato in modo indelebile la storia dell’arte sia d’oltreoceano che d’Europa.

©Simone Teschioni
©Foto: http://www.palazzostrozzi.org

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