Portfolio della Domenica – “Sul ritmo”

Che cosa è il ritmo?
O meglio, oserei porre una domanda alla quale è impossibile dare una risposta globale : esiste un ritmo che riteniamo congenitamente bello? Un’armonia (o disarmonia) che inconsciamente ci emoziona?
Perchè sono le sensazioni e l’esperienza dalle quali ne deriva, secondo me, il fine ultimo di un’ opera. Anche Le Corbusier parlando di emozioni scrisse: “L’architettura è un fatto d’arte, un fenomeno che suscita emozione, al di fuori dei problemi di costruzione, al di là di essi. La costruzione è per tener su, l’architettura è per commuovere”.

Il ritmo come in ogni arte regola la vita, che sia armonioso o catastrofico è intorno a noi, dentro di noi.

Tra le forme naturali, quelle che percepiamo più in “equilibrio” sono quelle che interessano i primi armonici naturali (2:3, per esempio, il formato di Oskar Barnack).
Ma il ritmo non è una regola morta scritta su di un arido foglio di carta, ne’ mero formalismo, ma è più una sensazione: quando ci sei te ne accorgi inconsciamente, proprio perchè è innato nella natura, non solo umana.

Ci dobbiamo ispirare alla natura, al mondo dal quale veniamo: guardando alcune piante, alcuni molluschi e molte cose intorno a noi, abbiamo la sensazione che ci sia qualcosa di corretto in loro al di là delle proporzioni il tempietto di Atena nike, le piramidi, il partenone, hanno tutte al loro interno proporzioni armoniose e se pensiamo alle cattedrali gotiche, che sono così alte da farci sembrare insignificanti di fronte alla luce divina? Una sproporzione in altezza per indurci a vacillare? Ma come si fa a raggiungere l’armonia?
Sezione aurea, regola dei terzi, chi più ne ha più ne metta, tutte dottrizzazioni di un concetto a cui è difficile arrivare con tali dogmi in testa, o meglio si può raggiunge, ma solo senza pensieri, senza vincoli mentali: una cosa terribilmente difficile.

“Liberare la mente, vivere nel presente, astrarsi e non cercare di dimostrare qualcosa”.
Lo dice bene Herrigel nel libro “Lo zen e il tiro arco”. Credo inoltre che la chiave per arrivare all’armonia, stia nel cercare di sfiorare quella semplicità, banale, ma al tempo stesso assoluta.

“Chi progetta sa di aver raggiunto la perfezione non quando non ha più nulla da aggiungere, ma quando non gli resta più niente da togliere.” (Antoine de Saint-Exupery)

© Duccio Fiorini
© Foto: Duccio Fiorini

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